Lo SPAM: Monnezza e truffe online – Zero1 Episodio # 2

 Rieccoci. Un nuovo appuntamento con la rubrica di approfondimento informatico ZERO1. A giugno abbiamo parlato del fenomeno di massa dei social network; in questo numero per non essere da meno parleremo di un argomento altrettanto globale e di più vecchia data, che però rappresenta di fatto una vera e propria piaga contemporanea: lo SPAM. È considerato SPAM tutto il bel materiale che riceviamo costantemente nella nostra casella di posta elettronica e del quale però non abbiamo mai fatto richiesta o mostrato interesse, diventando pertanto “indesiderato”. Il fenomeno è purtroppo talmente diffuso che nella maggior parte dei casi trasforma le nostre povere e spesso impreparate e-mail in delle vere e proprie cyber discariche. La causa primaria di tale diffusione è ricercabile, senza neanche troppa fantasia, al costo pressoché nullo per l’invio di massa e alla facilità nel reperire, soprattutto con strumenti automatici, milioni di indirizzi e-mail. La concausa è invece di carattere tecnico e ci porta indietro di 30 anni, quando la futura Internet iniziò a diffondersi negli Stati Uniti e con essa il servizio di posta elettronica (mentre da noi chi era fortunato aveva il telefono e il Commodore 64, ndr).

Per come è stato concepito, il sistema delle e-mail è intrinsecamente insicuro: un mittente malevolo può ad esempio inviare posta elettronica in modo anonimo o addirittura impersonando un altro individuo. Non è difficile quindi immaginare come, in un tale scenario, si sia diffusa così tanto questa tecnica di molestia digitale. Durante gli ultimi anni, quando Internet è diventato d’interesse globale, il fenomeno si è accentuato fino all’esasperazione e, benché non si sia riusciti a trovare soluzioni strutturali e definitive al problema, la comunità informatica ha creato delle soluzioni più o meno efficaci. Fra tutti si segnala l’introduzione da alcuni anni di caselle di posta elettronica certificata (PEC), che consentono di verificare in modo univoco l’identità del mittente; rappresentano uno strumento efficace, usato però in pochi ambiti, per lo più legali.

La PEC è un prodotto italiano, non standardizzato e pertanto poco diffuso se non per gli usi suddetti. Così come nel corso degli anni centinaia di aziende di software si sono dedicate allo studio di soluzioni per la protezione da virus per computer, altre recentemente hanno concentrato i propri sforzi per combattere lo SPAM, sottoforma anche qui di applicazioni ad-hoc. Facendo un esempio reale, fornitori di caselle gratuite come Libero.it, Gmail.com e Hotmail.it sono da tempo dotati di software Anti-SPAM in grado di “separare” la posta ordinaria, ritenuta affidabile e gradita (non sempre, ndr) da quella, per l’appunto, “indesiderata”. Ultimamente prodotti simili sono in parte integrati nei programmi di posta elettronica normalmente installati sul computer. In molti mi chiedono quali siano però i rischi reali, al di là del semplice fastidio nel ricevere tanta spazzatura. In effetti i rischi ci sono e in alcuni casi anche gravi: si pensi ad esempio a quelle e-mail che si ricevono da parte di istituti di credito che chiedono di confermare, attraverso un link, i dati di accesso ai servizi bancari online.

Un vero istituto di credito non vi chiederebbe MAI di confermare i dati di accesso in questo modo, ma in molti, poco informati, sono stati ingannati e trasportati su un sito “fotocopia” del proprio istituto di credito con tanto di spazi per inserire le proprie credenziali di accesso. In poco tempo i malfattori hanno messo le mani su migliaia di dati reali che hanno poi sfruttato per riempirsi conti esteri o fare spese online: tutto questo ai danni di utenti inconsapevoli di ciò che stava accadendo. Lo SPAM può essere visto come una forma di marketing esasperata, non molto diversa dalle decine di volantini promozionali che riceviamo ogni giorno nella nostra vera cassetta postale. La differenza sostanziale sta nella mole, davvero immensa, di indirizzi elettronici che è possibile reperire e la conseguente facilità per l’invio del messaggio ad essi: il tutto a costo quasi nullo. Ma perché è così facile reperire questi indirizzi? Ci ritorneremo quando parleremo di anonimato e privacy sulla rete. Intanto, per qualsiasi cosa, potete scrivermi utilizzando la voce di menu Contatti. Non vi preoccupate, ho l’Anti-Spam installato!

Buone vacanze, alla prossima!

Il presente articolo è stato pubblicato anche sul periodico XD Magazine

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